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Sono partigiano, perchè odio chi non parteggia, odio l'indifferenza. ANTONIO GRAMSCI
15 settembre 2005
don pino

Padre Pino Puglisi è nato a Palermo il 15 settembre del 1937, muore per mano della mafia 56 anni dopo, il 15 settembre del 1993. Trentatre anni di vita sacerdotale, tre anni, gli ultimi, da parroco della chiesa di San Gaetano a Brancaccio. Fine educatore, capace di incidere nella formazione delle coscienze, in questo campo la sua attenzione fu rivolta in particolare verso i giovani e i bambini. Nel difficile quartiere di Brancaccio porta avanti la sua opera, come sempre nella sua vita, con coerenza e stile francescano. Il suo impegno era rivolto a promuovere il rispetto della dignità umana e per questo da prete missionario ha scelto di non fermarsi sotto l'ombra del campanile ma andare incontro alla gente del luogo per capirne i problemi e con loro battersi per l'affermazione dei propri diritti. In quella zona invivibile del quartiere Brancaccio incontrò un gruppo di abitanti, il Comitato Intercondominiale, con i quali condivise un impegno sociale rivolto ad ottenere i servizi primari mancanti nel territorio. Una collaborazione che fu in grado di creare, nel quartiere fortemente condizionato dal potere politico-mafioso, una nuova coscienza religiosa e civile. Alla nuova realtà che stava formandosi il potere politico-mafioso decise di porre fine in modo cruento uccidendo con padre Puglisi la speranza di un quartiere che voleva cambiare pagina. 

Associazione Intercondominiale Quartiere Brancaccio


perchè ogni giorno in sicilia deve essere un anniversario di morte?




permalink | inviato da il 15/9/2005 alle 16:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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« [...] non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione [...] vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini»

A. Gramsci., lettera alla madre

10 maggio 1928

 

 

 





  



  




Bisogna avere un'ampia dose di umanità, un'ampia
 dose di senso di giustizia e di verità per evitare
estremi dogmatismi e sterili scolasticismi, o un
isolamento dalle masse.
Dobbiamo impegnarci ogni giorno affinche questo
 amore per l'umanità vivente si trasformi in azioni
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Ernesto Che Guevara





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